The Opinionist vs 2012

2012 anno bisestile

Anche se con un leggero ritardo…benvenuto 2012!

Caro 2012 sei un anno che ci ha dato parecchio a cui pensare. Da tempo si parla di te come un anno carico di eventi che, miracolosi o apocalittici che siano, ci cambieranno profondamente. Profezie parlano di te come di un anno in cui tu, caro annetto mio, sei l’ultimo rimasto e a te, secondo alcune interpretazioni poco gioiose, tocca chiudere le porte del nostro tempo. Eh caro il mio 2012, ti è stato lasciato un bel carico sul groppone.

Sei tu il salvatore del nostro pianeta? Il reset che madre natura da tempo sta aspettando, per togliersi di dosso quei parassiti come un cane che se li rosicchia via morbosamente? E’ vero, ci siamo completamente dimenticati di esser ospiti, ospiti che dovrebbero condividere e non dividere, sfruttare e distruggere.

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The Opinionist Vs L'essere sul Web

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Essere sul web. A quale scopo? che importanza ha ad oggi essere presenti online? Che siate privati o aziende, avere un posto nel vasto mondo del world wide web è da sempre considerato un obbligo, al fine di essere maggiormente visibili da più persone. Per carità, un’azienda che vuole pubblicizzarsi solo sul cartaceo ha tutto il diritto di far si che i suoi clienti siano nel 95% dei casi vecchi con il pannolone. Retrogradi De Gustibus.

Ma il fulcro di questo articolo è: che senso ha essere online, se non ci si presenta “ben vestiti”? Intendiamoci, se dobbiamo proprio avere una finestra per essere visibili online, tantovale farlo presentandosi al meglio, no? OVVIO, direte voi. Non cosi ovvio, dico io.

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Tablet: rivoluzione o moda temporanea?

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Le recenti statistiche di vendita  riguardanti prodotti tecnologici sembrano determinare un solo risultato: il 2012 è l’anno dei tablet. Ebbene si, perchè dopo l’uscita del famigerato Ipad di Apple, pare che tutti i produttori si stiano affrettando ad ampliare la scelta per raggiungere ogni fascia di utenza. Questo mercato è cosi in fermento da eclissare letteralmente le vendite dei netbook , fino a pochi anni fa ritenuti punto di riferimento per le battaglie a colpi di offerte tra marchi come Asus o Acer.

Ma la domanda sorge spontanea: vi è davvero tutta questa necessità dei tablet?

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La pelle che abito (Almodòvar, 2011)

la pelle che abito

Eccolo qui il nuovo parto del Pedro, sempre più orgoglio di Spagna e acclamato dalla critica di ogni dove. Chi lo venera troverà sempre quel piglio personale, quel marchio di fabbrica capace di fare gridare al capolavoro a priori ancora prima di avere messo piede in sala; chi lo mal tollera, di contro, si convincerà per l’ennesima volta sul quanto da anni il nostro proceda a pilota automatico inserito, compiacendo il proprio ego e la propria solida base di fan.

La pelle che abito, nonostante fosse stato annunciato come prima incursione nel filone horror/thriller del regista, non è altro che la solita storia Almodovar-style con tutti i tòpoi del caso, virata solamente su binari più noir e morbosi del normale.

 

Che parta il confronto, allora, tra gli usi e costumi dell’Almodòvar “già visto” e quello della

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